Nino Pannella: «Io resto in Campania per dare voce ai piccoli produttori»
Dal 7 al 15 febbraio, Slow Food dedica una settimana ai legumi, focalizzando l’attenzione su queste varietà locali a rischio, fondamentali per la sicurezza alimentare, la responsabilità ambientale e la tutela della biodiversità agricola. In questo contesto, il giovane pizzaiolo Nino Pannella, situato ad Acerra, rappresenta una figura chiave nella valorizzazione di prodotti locali e nella narrazione della cultura agricola.
Nino Pannella: «Io resto qui»
Acerra non è solo una località, ma un simbolo di resilienza agricola, spesso oscurato da cattive informazioni. Nino Pannella, classe ’94, ha scelto di restare a lavorare nella sua terra e racconta con passione: «Restare qui oggi significa fare una scelta precisa: dare voce ai piccoli produttori, a chi custodisce davvero queste terre». Attraverso la sua pizzeria, la pizza diventa un potente strumento di narrazione agricola, una vetrina per i produttori locali e un elemento di identità territoriale.
Perché si chiama Fagiolo dente di morto
Al centro della proposta gastronomica di Pannella si trova il Fagiolo dente di morto, un Presidio Slow Food dal nome curioso e affascinante. La sua forma allungata e biancastra ricorda la figura di un dente, un richiamo simbolico alla cultura napoletana dove la morte è spesso associata non solo al lutto, ma anche a riti di scaramanzia e comunicazione con il mondo degli spiriti. Questo legume, con la sua buccia sottile e la polpa cremosa, ha rappresentato per secoli un alimento fondamentale nella cucina contadina dell’area acerrana.
Cornetto di pizza fritta fagioli e scarole
Un piatto emblematico della tradizione napoletana è “Fagioli e Scarole,” originato dall’esigenza di sfruttare ingredienti economici e facilmente reperibili. Pannella trasforma questo classico in un Cornetto di pizza fritta, farcito con fagioli locali cucinati con la scarola riccia “schiana” — un’altra varietà storica riscoperta grazie al contatto diretto con i produttori locali — e una riduzione di mandarino flegreo.
Questa reinterpretazione non è solo un omaggio al passato; è una scelta consapevole per restituire dignità economica e visibilità ai piccoli coltivatori e alla biodiversità locale. Pannella dimostra che la ristorazione può e deve essere un alleato della biodiversità, portando in tavola non solo sapori, ma anche storie e culture.
Futuro sostenibile in cucina
Acerra offre un esempio luminoso di come la cucina possa contribuire a una rinascita agricola significativa. Nino Pannella mette in pratico la filosofia di Slow Food, rendendo il Presidio Slow Food un elemento quotidiano e accessibile alla comunità. Fonte: Ansa.it


